Direttore sanitario e Responsabile medicina dello sport: Dott. Roberto Calcagno medico chirurgo specialista in medicina dello sport
Correnti Kots PDF Stampa E-mail
La corrente di Kotz viene impiegata per il potenziamento dei muscoli normalmente innervati e permette il massimo reclutamento muscolare con la minore sensazione dolorosa. L’effetto eccitomotorio di questa corrente si realizza nei muscoli profondi, infatti è stato dimostrato che la cute diminuisce la sua impedenza elettrica con l’aumento della frequenza, inoltre questo aumento crea una dissociazione tra la soglia di contrazione muscolare e quella della sensazione dolorosa. A queste frequenze, gli impulsi elettrici stimolano le fibre nervose motorie e non quelle della sensibilità dolorifica e, pertanto, provocano delle contrazioni muscolari praticamente indolori. Nell’utilizzo di questa tecnica occorre però adoperarsi affinché gli elettrodi siano posizionati, in modo mirato, alle estremità del ventre muscolare secondo la tecnica bipolare e si imposti l’apparecchiatura in modo da effettuare 10 secondi di stimolazione e 50 di pausa. E’ stato dimostrato infatti che la forza di contrazione massima si riduce dopo 12,5 secondi di stimolazione e dopo pause brevi, inferiori a 20 secondi, a causa del fenomeno dell’accomodazione. Il dosaggio della corrente và effettuato lentamente sino a provocare una valida contrazione muscolare.
 
Le principali indicazioni di questa corrente sono:
 

Potenziamento muscolare degli atleti

L’impiego di questa corrente in campo sportivo è iniziato con le Olimpiadi di Montreal del 1976, allorquando fu utilizzata dagli atleti sovietici per potenziare la muscolatura e migliorare le proprie prestazioni.
 

Scoliosi idiopatica

La tecnica di trattamento delle scoliosi con corrente di Kotz è chiamata SPES (Stimolazione Paravertebrale Elettrica Superficiale) ed è stata messa apunto dalla scuola di Milano. Consiste in cicli di elettrostimolazione ambulatoriale; ogni ciclo è costituito da 15 sedute della durata di 20 minuti e viene ripetuto ogni 3 mesi. Gli elettrodi vanno posizionati in sede paravertebrale, sul lato ove è stata trovata alla valutazione elettromiografica una minore attività elettrica. La corrente viene erogata per 10 secondi, seguita da 50 secondi di pausa.