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La psicomotricità è una nuova disciplina che opera per il benessere psicocorporeo della persona; essa è indirizzata verso tutte le età della vita dell'individuo, ma in modo particolare verso l'età evolutiva. In questo contesto la psicomotricità si rivolge a quei bambini che manifestano delle difficoltà o delle inadeguatezze nella relazione con l'ambiente, evidenziabili nel movimento, nell'espressività corporea, nel comportamento e nell'autonomia: goffaggine, difficoltà scolastiche (per es. disgrafie) o di apprendimento, disturbi alimentari, tics e balbuzie psicomotori, instabilità e inibizione, enuresi, encopresi, difficoltà di relazione con i coetanei, disturbi del sonno, aggressività, disattenzione, disturbi del linguaggio, infantilismo motorio. La psicomotricità è anche particolarmente indicata per quei bambini che sono portatori di patologie organiche (per esempio sindrome di Down, autismo, spasticità e patologie neuromotorie in generale). In questi casi è stato ampiamente sperimentato un notevole miglioramento globale dello stato di salute psicofisica dato da una migliore capacità di adattamento e regolazione del tono muscolare (armonia tonica), da una maggiore capacità di rilassamento, e da una maggiore consapevolezza dell'identità del sé corporeo; in sintesi, una maggiore "confidenza" e un più sentito e vissuto rapporto con il proprio corpo, pur nella difficoltà oggettiva.
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